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Comprendere la specificità di un enzima partendo dalla sua struttura tridimensionale: il caso della 7β-HSDH

Di Simone Savino – Nel lavoro recentemente pubblicato sulla rivista Proteins abbiamo determinato la struttura tridimensionale di un enzima interessante perché utilizzabile in processi industriali di biocatalisi. I risultati ottenuti ci hanno permesso di comprendere come fa questo enzima ad interagire in modo specifico solo con alcune specie chimiche, e a convertirle efficientemente in principi attivi di interesse farmacologico.

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Nuove prospettive nella cura del melanoma: identificato un possibile target terapeutico nel cosiddetto ”DNA spazzatura”

Di Eleonora Leucci – Sono una ricercatrice presso l’Istituto Fiammingo di Biotecnologie (VIB) e l’Università di Leuven (KU Leuven) in Belgio e l’articolo che segue spiega i risultati di uno studio preclinico sul melanoma, che io e Roberto Vendramin, un dottorando presso lo stesso istituto, abbiamo ottenuto sotto la supervisione del Prof. Jean-Christophe Marine e in collaborazione con l’Università di Gent (UGent). I risultati del nostro studio sono stati pubblicati questo mese sulla prestigiosa rivista Nature.


Le strutture molecolari dei regolatori del complemento in azione

Di Federico Forneris – Attraverso l’analisi delle strutture tridimensionali di molteplici regolatori del complemento umani e virali in complesso con la proteina C3b è possibile comprendere le come essi agiscono a livello molecolare. Inoltre, la visualizzazione strutturale permette una migliore interpretazione di molti studi biochimici pubblicati in precedenza. La comprensione delle relazioni struttura-funzione in queste importanti proteine del sistema immunitario ci permette di chiarire quali sono le loro effettive implicazioni nel contesto di malattie croniche degenerative con base genetica.


Inibire i meccanismi di riparazione del DNA: una nuova speranza per i pazienti affetti da leucemie

Di Maria Teresa Esposito – Sono un docente universitario presso la University of East London (inghilterra), dove mi occupo di biologia del cancro. Questo è il mio lavoro di ricerca svolto come ricercatrice post-doc al King’s College London (Inghilterra). La ricerca di cui vi parlo in questo articolo è stata pubblicata questo mese su Nature medicine, e tratta di uno studio pre-clinico verso l’utilizzo di un nuovo farmaco per i pazienti affetti da leucemia mieloide acuta (LMA) e per quelli affetti dalle aggressive leucemie mieloidi/linfoidi (MLL).


Comprendere il funzionamento dei lampi di Genio attraverso nuovi test in lingua italiana

Di Carola Salvi – Lavoro come postdoctoral fellow presso la Northwestern University di Chicago, dipartimento di Psicologia e Neuroscienze Cognitive. Insieme all’Università degli Studi Milano-Bicocca abbiamo creato e validato i primi due set di problemi per studiare il lampo di genio (o insight problem solving) in lingua Italiana (clicca qui per l’articolo originale pubblicato su Behavior Research Methods). Questa ricerca consentirà, per la prima volta in Italia, di studiare come nascono le idee creative nella mente delle persone, rapportandole a tecniche come Ettroencefalogramma, Risonanza Magnetica Funzionale ed altre misure neurofisiologiche.Sperando di incentivare questo filone di ricerca, in Italia come in altri paesi del mondo, queste due serie di problemi sono ora disponibili ai ricercatori che desiderano studiare la creatività anche tra gli Italiani.